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ACQUAVIVA D'ISERNIA Paese di emigrazione, ma senza traumi.

Per un consapevole rispetto dell'equilibrio demografico in ragione delle ridotte risorse, il paese si è spostato in posti specializzati, vicino o lontano non importa, purchè con le garanzie della vicinanza di altri paesani, del tam-tam assicurato delle notizie continue provenienti dal paese, a cui fare ritorno stagionalmente e, poi, definitivamente. La popolazione dal 1911 al 1981 si è dimezzata, da circa 1000 agli attuali 500 abitanti.

La prima emigrazione si è rivolta agli USA, New Jersey, specie nella città di Hackensach, ove vivono attualmente 300 oriundi. Il biglietto navale costava da 80 a 100 lire. Si ricorda che durante la prima guerra mondiale (1914-18) molti giovani rientrarono in paese, per il timore di essere chiamati alle armi negli Stati Uniti. Dopo la guerra, alcuni ritornarono accompagnati dalle famiglie. Successivamente, molti riuscirono ad espatriare negli USA in virtù dei richiami o delle "quote" (speciali elenchi) o per vie clandestine (ad esempio attraverso il Messico).

La seconda emigrazione si è rivolta al Canada (200), di nuovo agli USA, all'Europa (200), ma anche all'emigrazione interna. Il metodo di espatrio si è basato soprattutto su gli "atti di richiamo" oppure i "contratti di lavoro", mercè l’intermediazione degli Uffici del lavoro, i patronati, i propri parenti. Spesso, hanno funzionato delle vere e proprie "catene di emigrazione", ovvero i pionieri procuravano le assunzioni, anticipavano le spese di viaggio e di prima accoglienza, che recuperavano successivamente. L'emigrazione in terra straniera si è stabilizzata allorchè, dopo un congruo periodo sperimentale, venivano richiamate le donne. Infatti, con la loro presenza si attuava l'efficacia del vincolo familiare ed etnico, con durevoli effetti in tutti i campi.

Si passa dall'emergenza e marginalità dei primi tempi alla riuscita economica e sociale. Si comprano case e mezzi di produzione, si guarda lontano. In cent'anni (1870-1970) circa 22 milioni di italiani hanno lasciato il Paese per andare a lavorare all'estero. Tra questi ben un milione di molisani. Oggi, si 5 milioni di emigrati muniti di passaporto italiano, 130. 000 sono molisani. Su 50 milioni di oriundi italiani di 2^ -3^ - 4^ generazione, sparsi per il mondo, seicentomila sono molisani, che vivono all'interno di affiatate, concentrate comunità urbane, da cui continua a salire una costante domanda di stabili rapporti culturali con la regione d'origine.

Oggi, non si nasconde più la propria matrice etnica, in passato spesso ostacolo alla riuscita integrazione nella terra di accoglienza. Anzi, la molisanità è un vanto, per le sue doti di fantasia, creatività, attaccamento al lavoro, alla famiglia, ai valori tradizionali di onestà, lealtà, dovere.

Cenni storici La storiografia esistente riguardante Acquaviva d'Isernia non è molto chiara sul periodo di nascita dell'agglomerato urbano, ma alcune considerazioni logiche oltre che il ritrovamento di mura e manufatti risalenti al periodo sannitico, ci fanno ritenere che il primo insediamento urbano avesse origine sannitiche.

Economia L'economia del paese, una volta basata prevalentemente sull'agricoltura, sulla zootecnia e sullo sfruttamento di alcuni boschi di ceduo, attualmente è imperniata sul terziario, sulle piccole attività commerciali, nonchè sul lavoro dipendente all'interno delle aziende della provincia. L'allevamento degli ovi-caprini, in particolare, trova ancora un piccolo spazio nel quadro produttivo locale. Gli amministratori, che hanno indviduato nel turismo la possibilità di crescita più concreta, hanno previsto il recupero del centro storico posto ai margini del vallone "Il Rio" e la realizzazione di strutture per il tempo libero comprensive di ristoro e ricettività.

Gastronomia Acquaviva d'Isernia non presenta un piatto tipico esclusivo, ma l'origine contadina e pastorale della sua gente presenta tutta una serie di pietanze o prodotti che hanno stretto legame con la cultura di provenienza. Buoni i formaggi, i piatti a base di carni ovi-caprine,le immancabili e fagioli (ottimi e ricercati quelli di produzione locale), lasagne frittata pasquale con le interiora di agnello. (questo è ciò che dicono i testi ma!) Invece un piatto tipico esite : si chiama sagne e fagioli ( le sagne è un piatto povero è fatto con un impasto tipo le fettuccine ma senza uova vengono tagliate più corte delle fettuccine e cucinate a minesta con aggiunta dei fagioli locali che sono ricercatissimi) il piatto tipico esiste ed è speciale.

Tradizioni Il folclore paesano è caratterizzato dal grande falò che si accende la sera del 21 Gennaio ed intorno al quale si intrecciano i racconti delle generazioni. Acquaviva d'Isernia dista 75 km. da Campobasso e 22 km. da Isernia.